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Come Favorire L’osteointegrazione Di Un Impianto Dentale

Come favorire l’osteointegrazione di un impianto dentale

Cos’è un impianto osteointegrato

In implantologia, un impianto non può definirsi correttamente inserito se non si è completato il processo di osteointegrazione dell’impianto dentale.

Ma cosa intendiamo esattamente con il termine “impianto osteointegrato”?

Terminato l’intervento di inserimento, il processo di guarigione del tessuto osseo intorno ad un impianto avviene gradualmente nel tempo. Questo processo viene chiamato con il nome di osteointegrazione dell’impianto dentale ed è il processo biologico che consente all’impianto di integrarsi con il tessuto osseo circostante, che funge da ancoraggio per tutta la struttura dell’ impianto.

Un impianto dentale nell’osso mascellare deve essere ben integrato, per far si che possa permanere nel cavo orale a lungo!

Per poter comprendere realmente cosa sia un impianto osteointegrato è necessario capire quale percorso di studi è stato realizzato per arrivare alla scoperta di questo processo che ha rivoluzionato il modo di intendere questa branca dell’odontoiatria.

Implantologia osteointegrata: alcuni cenni storici

impianti e processo di osteointegrazione

Quando si parla di osteointegrazione degli impianti dentali non si può che cominciare dal menzionare il Dr. Per-Ingvar Brånemark.

Nei primi anni ’60 cominciò a sviluppare, presso l’Università di Göteborg, un nuovo impianto dentale che si basava su un ancoraggio diretto con l’osso.

Brånemark, con i suoi studi, dimostrò che era possibile ideare un’interfaccia osso-impianto seguendo precise linee guida (Brånemark e coll, 1969) confermati poi da un primo rapporto clinico (Brånemark e coll. 1977).

Nonostante questo, nel mondo scientifico si continuò a dubitare di tali affermazioni, in quanto non esistevano per quell’epoca delle metodologie utili per sezionare campioni intatti di osso a contatto con l’impianto dentale (di conseguenza le prove a favore di Brånemark erano solo indirette).

I primi ricercatori a dare la prova diretta di questa interfaccia furono Schroeder tramite la microfotografia a partire dalla metà degli anni ’70 (Schroeder e coll, 1976, 1978, 1981) e Schulte (1978).

Da quel momento l’implantologia osteointegrata entrò ad essere una branca riconosciuta da tutto il mondo odontoiatrico e l’osteointegrazione dell’impianto come un processo fondamentale per la buona riuscita dell’intervento di inserimento nel cavo orale.

Fasi che portano all’osteointegrazione

Partiamo facendo un esempio pratico di inserzione di un impianto dentale in una zona del cavo orale dove non è presente nessun dente, ossia una zona edentula.

La sequenza di tessuti che avremo andando a perforare tale zona sarà:

  • del tessuto molle, molto spesso identificato come gengiva cheratinizzata;
  • periostio, una membrana che riveste l’osso;
  • osso corticale, ossia un tipo di osso molto duro e compatto, con molta struttura calcificata e poco ricca di strutture come vasi sanguigni;
  • osso spugnoso, come dice il nome assomiglia alla struttura di una spugna, con pochissima struttura calcificata e molto midollo osseo ove risiedono tutte le componenti per la guarigione ossea.

dentista impegnato nel controllo del processo di osteointegrazione dell'impianto dentaleStabilità primaria di un impianto dentale

Quando un impianto dentale viene inserito avremo la cosiddetta stabilità primaria: essa risiede nella parte di impianto che si trova nella zona dell’osso corticale.

Essendo molto calcificato le trabecole ossee saranno spostate lateralmente a causa dell’inserzione dell’ impianto e quindi creeranno una zona in cui l’impianto sta fermo per attrito con l’osso corticale compattato lateralmente (quindi si avrà la stabilità primaria grazie ad un principio puramente biomeccanico).

Nel frattempo nella parte dell’osso spugnoso questa componente di stabilità dovuta a principi biomeccanici non potrà essere presente a causa della poca calcificazione dell’osso e non potrà avvenire quindi una compattazione di esso.

Stabilità secondaria di un impianto dentale

Di contro in questa zona di osso spugnoso nei mesi successivi avremo la vera osteointegrazione dell’impianto dentale. In quella zona intorno all’impianto si creerà dapprima un coagulo, che nei mesi successivi si trasformerà in osso vero e proprio a contatto con l’impianto.

La stabilità che l’impianto tratta da questo processo è detta stabilità secondaria.

Va precisato che la stabilità secondaria si avrà anche nella zona dell’osso corticale, ma in un momento successivo rispetto a quanto avviene nell’osso spugnoso.

In quel punto prima dovrà avvenire una necrosi ossea a causa della pressione dell’impianto in quella zona e una volta avvenuta potrà iniziare lo stesso processo di guarigione che avviene nella parte spugnosa dell’osso.

Grazie a questa differenza di tempo il dentista potrà inserire un impianto e avere stabilità di esso da subito grazie alla stabilità primaria, permettendo quindi di eseguire in determinate circostanze il cosiddetto carico immediato.

Con la stabilità secondaria avremo la totale osteointegrazione dell’impianto dentale che permetterà quindi di poter avvitare un dente a distanza di circa 4 mesi nei casi in cui non venga effettuato un carico immediato.

Materiali per ottenere un impianto osteointegrato nell’osso

osteointegrazione con impianti in titanioL’implantologia osteointegrata, per poter funzionare realmente, deve sfruttare dei materiali che consentano una perfetta connessione tra osso mascellare ed impianto stesso.

Non è possibile ottenere un impianto osteointegrato perfettamente con un materiale casuale.

E’ necessario usarne uno che non porti a controindicazioni. Proprio per questo si ricorre quasi esclusivamente al titanio, in forma pura o come lega.

Tra i metalli il titanio è da preferirsi per l’osteointegrazione degli impianti, in quanto trattasi di un materiale molto leggero, strutturalmente solido e che presenta un livello di elasticità che lo fa assomigliare proprio al tessuto osseo, elemento di congiunzione imprescindibile.

Il titanio è, inoltre, un metallo biocompatibile e proprio per questo non scatena alcuna risposta immunitaria una volta inserito.

Impianti osteointegrati a Grosseto? Dental Competence è la soluzione!

Presso lo Studio dentistico Dental Competence di Grosseto realizziamo quotidianamente interventi di inserimento di impianti dentali.

Il paziente verrà seguito durante tutte le fasi del processo di osteointegrazione dell’impianto, garantendo che il tutto si compia senza alcun tipo di intoppo!

Ci troviamo a Grosseto, in Via Aurelia Nord, 219. Contattaci allo 0564 453846, o compila il seguente form per richiederci informazioni.

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Dr. Davide De Rosa Palmini
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