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Rialzamento Seno Mascellare In Mancanza Di Osso

Rialzamento seno mascellare in mancanza di osso

Introduzione

Abbiamo avuto modo di parlare della tecnica di rialzamento del seno mascellare durante il precedente approfondimento, relativo all’inserimento di denti fissi anche in presenza di poco osso.

Storicamente le tecniche implantologiche hanno trovato sempre difficoltà di non poco conto, quando si doveva operare sull’arcata superiore.

In particolar modo, queste erano dovute proprio a casi di atrofia (ossia diminuzione di volume) del seno mascellare, che poteva generare intoppi durante la regolare procedura chirurgica (si pensi, ad esempio, a lesioni della mucosa denominata membrana di Schneider).

Onde evitare problematiche evitabili, si è visto come il rialzamento del seno mascellare consentisse di ampliare la quantità di osso in termini di altezza, consentendo di inserire l’impianto anche dove vi erano scarse possibilità.

Premesso questo, oggi abbiamo modo di poter approfondire la tematica relativa al seno mascellare, considerando i seguenti punti:

  • cosa si intende per “rialzo del seno mascellare”, partendo innanzitutto dalle basi;
  • quando può essere opportuno optare per questo tipo di intervento;
  • le differenti modalità di trattamento (difatti scopriremo che si effettua una distinzione tra grande rialzo del seno mascellare e mini rialzo).

Seno mascellare: cos’è, spiegato in termini semplici

anatomia del seno mascellare

Con questo termine (conosciuto anche con il nome di “antro di Higmoro”) si definiscono due cavità vuote (ma piene di aria) situate sull’osso mascellare, proprio sotto gli zigomi sinistro e destro.

Questa cavità piena di aria è rivestita da una membrana (che prende il nome di membrana di Schneider) che ha l’obiettivo di:

  • lubrificare;
  • umidificare;
  • riscaldare l’aria che viene inalata durante la respirazione.

Il seno mascellare è uno dei due seni che si sviluppano durante la gestazione (tra il secondo e terzo mese), insieme al cosiddetto “seno etmoidale”.

Risulta essere il più voluminoso tra i seni paranasali, se includiamo nell’elenco anche quelli frontali e quelli sfenoidali.

In particolare le dimensioni del seno mascellare risultano essere di:

  • circa 3,5 centimetri in altezza;
  • larghezza pari a circa 2,5 centimetri;
  • diametro antero-posteriore di circa 3,4 centimetri;
  • volume sinusale medio di circa 15 ml.

Altre caratteristiche riguardanti il seno mascellare risultano essere le seguenti:

  • le due cavità sono facilmente identificabili con una forma piramidale;
  • l’estensione dei seni va solitamente dal primo premolare fino al primo molare;
  • l’orifizio di sbocco di questa cavità è situato verso l’alto, con il complesso ostio-meatale.

Correlazione tra seno mascellare e impianto dentale

Sussiste una correlazione tra le cavità dei seni mascellari con l’inserimento di un impianto dentale, in quanto, in corrispondenza dell’area molare e premolare dell’arcata superiore, si ha un’altezza di osso che è insufficiente a poter consentire il corretto posizionamento dell’impianto dentale.

Tale insufficienza di osso, considerando anche la forma del seno mascellare stesso, non è così rara!

Ma fortunatamente, come abbiamo avuto modo di parlare anche in precedenti approfondimenti, vi è la possibilità di ricorrere a un intervento correttivo, denominato con il termine di rialzo del seno mascellare.

Il rialzamento del seno mascellare si prefigge l’obiettivo di:

  • incrementare la quantità di osso in termini di altezza;
  • favorire il corretto posizionamento dell’impianto dentale.

Come vedremo adesso, si riconoscono due differenti modalità di intervento:

  • grande rialzo del seno mascellare;
  • mini rialzo del seno mascellare.

Tale differenza sussiste soprattutto in termini di approccio chirurgico, mentre concettualmente tutto dipende da quella che è la quota residua di osso presente.

Mini rialzo seno mascellare

come si esegue un mini rialzo del seno mascellare

Il mini rialzo del seno mascellare risulta essere un intervento dove si ha a che fare con una quota di osso residuo ritenuta ancora soddisfacente.

Ne consegue una minor invasività nella procedura, che può essere eseguita in questa modalità SE E SOLO SE la quota di osso residuo è pari ad almeno 4-5 millimetri in termini di altezza.

Si parla di mini rialzo del seno mascellare mediante la cosiddetta tecnica di Summers (così denominata, in quanto proposta da lui a metà degli anni 90, come modifica di una originaria tecnica proposta da Tatum nel 1986).

Ad oggi risulta essere la tecnica ancor più utilizzata per questo tipo di chirurgia orale, e consiste nel sollevare la membrana di rivestimento delle pareti del seno mascellare attraverso un approccio, denominato con il termine tecnico di “crestale”.

Come viene eseguito il mini rialzo del seno mascellare

La tecnica del mini rialzo del seno mascellare si esegue sostanzialmente secondo le seguenti modalità.

Contestualmente alla realizzazione del sito implantare, quindi ai fori che ne consentiranno il successivo alloggiamento, ci serviamo dell’ausilio di alcuni strumenti, i cosiddetti osteotomi.

Essi sono simili a uno scalpello, ma con la particolarità di essere smussati su entrambi i lati.

Ci sono particolarmente utili nella tecnica del mini rialzo, in quanto eseguono delle manovre con la finalità di sollevare leggermente il pavimento del seno mascellare stesso.

Tale procedura viene solitamente accompagnata dall’ausilio di un inserimento di materiale osseo e crea le condizioni con le quali si può creare un coagulo stabile, che con il passare del tempo verrà trasformato in osso vero e proprio.

La metodica del mini rialzo del seno mascellare consente così di poter inserire l’impianto dentale (cosa che molto spesso avviene contemporaneamente all’innesto di materiale osseo) mantenendolo isolato dalla cavità del seno mascellare.

Tale isolamento consentirà di poter evitare in futuro casi di infezione e dolore a carico dell’impianto dentale, in seguito a manovre di respirazione e inalazione dell’aria.

Grande rialzo del seno mascellare

Abbiamo già visto come la differenza tra i due approcci chirurgici dipenda molto da quanta porzione di osso residuo rimane disponibile.

Nel momento in cui si ha una quota di osso inferiore a circa 3-4 millimetri in termini di altezza, si propende per l’intervento di grande rialzo del seno mascellare.

Tale tecnica è necessaria ai fini di incrementare i volumi ossei e permettere il corretto posizionamento dell’impianto dentale, così da evitare che questo non vada a invadere l’area del seno mascellare, con tutto quello che ne può derivare come complicanze.

Come viene eseguito il grande rialzo del seno mascellare

grafica di un rialzo del seno mascellare per

Il grande rialzo del seno mascellare consiste nell’accedere al seno stesso lateralmente.

Si crea, in corrispondenza dell’area molare e premolare una sorta di finestrella, sfruttando manovre molto delicate che consentono di scollare una porzione della membrana di Schneider.

Successivamente allo scollamento di questa finestrella si provvede al suo sollevamento, al fine di creare un vuoto che separi la membrana e il pavimento del seno mascellare.

Il vuoto che si andrà a creare verrà successivamente colmato con un sostituto osseo, il quale permetterà la formazione di un coagulo sanguigno particolarmente stabile, che consentirà la formazione di nuovo tessuto osseo solido.

La tecnica del grande rialzo del seno mascellare può essere eseguita contestualmente all’inserimento degli impianti dentali (come abbiamo visto con il mini rialzo) solo previa considerazione della quantità di osso residua presente nel paziente.

  • se ritenuta soddisfacente allora si potrà procedere immediatamente;
  • ma nel caso in cui l’osso residuo sia davvero insufficiente (parliamo di un’altezza di appena 1-2 millimetri), il dentista non potrà che constatare che in queste condizioni l’impianto non avrà alcuna stabilità iniziale, tale da poterne poi consentire la futura osteointegrazione.

In questo caso la procedura è la seguente:

  • si esegue prima di tutto il grande rialzo del seno mascellare, attendendo circa 6-8 mesi, che consentano una stabilizzazione e solidificazione dell’innesto inserito;
  • solo una volta trascorso questo lasso di tempo si procede all’inserimento dell’impianto o degli impianti dentali.

Conclusioni

Come abbiamo visto le due tecniche di rialzamento del seno mascellare consentono di poter realizzare quello che, fino a poco tempo fa, veniva considerato pressochè impossibile (la mancanza di osso risultava un ostacolo troppo grande all’inserimento di un impianto dentale con solide basi).

La moderna implantologia ha consentito di poter raggiungere grandi traguardi nel giro di poco tempo (pensiamo agli inserimenti di impianti con il carico immediato), consentendo ai pazienti di poter ottenere dei denti fissi e stabili, senza dover ricorrere più alle fastidiose dentiere.

Ovviamente anche il nostro studio dentistico di Grosseto, Dental Competence, è specializzato in interventi di chirurgia orale come il rialzo del seno mascellare.

A questo si potrà accompagnare l’inserimento degli impianti dentali, una volta che si avrà la certezza che vi sono le condizioni per procedere con l’inserimento, contestualmente all’intervento.

Sono tecniche che certamente devono essere eseguite con estrema cautela, anche per questo una valutazione preliminare dell’odontoiatra resta fondamentale.

Il nostro team è perfettamente in grado di eseguire un rialzamento del seno mascellare senza far provare fastidio alcuno al paziente, grazie anche all’ausilio di moderne tecniche di sedazione cosciente.

Non esitate, quindi, e chiamate senza indugio il nostro studio dentistico a Grosseto, per prenotare una prima visita di controllo e definire la miglior strategia per la salute del vostro cavo orale.

Ci troviamo a Grosseto, in Via Aurelia Nord, 219 (puoi contattarci anche chiamando allo 0564 453846).

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Dr. Davide De Rosa Palmini
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